Menzione speciale: Premio Primal Energy 2015 per l’opera ‘SEZIONE ORIGINI’

Pin It

SEZIONE ORIGINI
IMG_1339 copia

IMG_1313 copia

IMG_1319 copia

IMG_1321 copia

IMG_1337 copia

IMG_1327 copiaTutto ciò che vive soggetto alle leggi del tempo, essere vivente o materico, è destinato a permanere in un incessante procedere evolutivo, che non si estingue con la morte, ma è destinato a generare continua metamorfosi. In questa nuova opera, Origini, l’artista prende avvio dalla serie dei Sedimenti come sua naturale prosecuzione, portando avanti, approfondendola, la sua personale ricerca e riflessione sull’idea del tempo: la sedimentazione e la stratificazione del sottosuolo “suggeriscono gli stadi delle memorie passate: un passato primordiale, arcaico, primitivo”, come lei stessa lo definisce, divenendo, pertanto, metafora dell’esistenza. L’idea di un passato archetipico si incarna, in questo nuovo progetto, attraverso precisi rimandi all’era preistorica: il simbolico innesto, fra i sedimenti, di riconoscibili tracce di pittura rupestre, ci trasporta alle origini dell’esistenza umana, ad un passato di difficile novero temporale, impenetrabile alla mente, onirico eppure reale. L’artista è riuscita a fermare sulla tela, in una posa di apparente staticità, questo stadio fluttuante nell’infinito scorrere del tempo e a dargli forma tangibile, come prova inconfutabile del suo avvenuto passaggio, fotogramma di un’esistenza in movimento e continua trasformazione. Quella di Dalila Chessa è una pittura materica, dalle tinte forti e decise, caratterizzata da una personale ricerca e libertà di mezzi espressivi. I materiali utilizzati in uno scenico assemblaggio (stucco, collage, cemento, malta, colla, bitume, gesso, carta, acrilico) danno anima alla rappresentazione del sottosuolo, trasformandolo in un essere vivente; si sovrappongono (stratificandosi) secondo le leggi della storia, impersonando reperti viventi di un’esistenza archetipica, umana, animale, vegetale che sia. I sedimenti sono tracce di un vissuto che continua a vivere, se pur in una dimensione involontaria, in un tutto panteistico, ed a generare rinascita e continua metamorfosi. Ma è in particolare il passaggio umano ad essere visibile in questa nuova astrazione del sottosuolo e ad emergere fra i sedimenti del terreno: le pitture rupestri, espressioni di un’umanità originaria, continuano a custodire e tramandare un messaggio incorruttibile, destinato a permanere. Se pur ugualmente coinvolta nel processo di perenne evoluzione della materia, all’arte è affidato il compito di eternare la memoria dell’umanità, preservandone l’essenza più pura. Una riflessione, quella dell’artista, non nostalgica, ma obbiettiva e cosciente sulla fragilità dell’esistere e sulla sua inevitabile ed inconsapevole soggezione alle leggi del tempo e della natura, ma anche sulla potenzialità umana di lasciare un segno destinato a perdurare. In questa sezione astratta del sottosuolo, non soltanto si può scorgere una metafora dell’esistenza, ma anche, per estensione, la raffigurazione di ogni personale vissuto, come scavo nelle recondite profondità dell’io: un paesaggio dell’anima, dunque, nel quale ogni individuo può riconoscersi. Frammenti simbolici riaffiorano in mezzo agli strati materici della pittura come reperti di un’archeologia dell’anima, rimandi alle origini di una personale esistenza archetipica, pezzi dimenticati, ignorati del nostro cuore, che credevamo perduti o dissolti. Ed è come ritrovare un io diverso da quello presente, sua origine e matrice, pezzi di ogni vissuto, emozioni, ricordi, tracce del nostro passaggio: ogni “occhio” può vedervi rispecchiata la propria storia. Ed è emozionante ritrovarsi, come un’epifania improvvisa.
Beatrice Cresti

Partecipa alla discussione:
The following two tabs change content below.
Dalila Chessa
Dalila Chessa nasce nella campagna della Maremma toscana, dove vive fino all’età di 18 anni. Figlia d’arte, cresce con gli occhi spalancati su un mondo altro dove la creatività è una condizione dell’essere, un istinto naturale, genetico. Si diploma al Liceo Artistico di Grosseto e si trasferisce a Firenze, dove si laurea in Scenografia presso l'Accedemia di Belle Arti. Nel frattempo si avvicina ad un’altra forma d’arte, il canto. Dalila vi si confronta in maniera profonda e viscerale vivendone anche gli aspetti più severi con disciplina arrivando a diplomarsi in canto lirico al Conservatorio di Musica 'Rinaldo Franci' di Siena. Dopo alcune esperienze nel campo della scenografia, inizia a lavorare come decoratrice d’interni e pittrice. Da sempre curiosa e affascinata dal mondo del fare, della manualità artigiana, si è dedicata per molti anni alla ceramica nell’attività di famiglia e da quel retaggio, quelle suggestioni così profondamente incise nel suo essere nasce l’esigenza di dare vita a un laboratorio, un luogo dove esprimere l’essere, dove riuscire a raccontare una storia, la propria. Arts and Craft diventa così un microcosmo quasi fiabesco all’interno del suo appartamento nel centro storico di Firenze.
Pin It

Categories: Uncategorized