Mostra personale ‘Humankind’ // 14 dicembre 2015 // Galleria 79rosso, Firenze

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Ci sono le forme, i colori e i segni; sono gli elementi comuni, i mezzi d’artista. Poi c’è un sentire, simile a un desiderio, quello è sempre dannatamente unico e personale.

Nel lavoro di Dalila Chessa, le emozioni impastate di giallo, di viola e di terra, raccontano un percorso preciso e lucido, distinguono nettamente la sua personalità, il suo istinto per la materia e la sua propensione al racconto.
L’osservazione del mondo, le sue dinamiche naturali e sociali sono come un fil rouge che raccorda i diversi momenti del suo lavoro. Lavoro che oggi racconta di spazi che pretendono rappresentazione e di esseri viventi che si incontrano; uguali, senza categorie e distinzioni. Questa è la strada dell’equilibrio, la strada che porta al momento perfetto in cui l’idea di un uomo-umano che si riappropria del suo atavico legame con la natura, prende forma e lo fa in maniera prepotente e spontanea nello stesso momento.

Nelle tele di Dalila è interessante l’uso del colore che lei pare sempre dover domare, perché non diventi protagonista del racconto ma rimanga un mezzo, come il segno, il graffio o la forma. Un mezzo dal carattere fondamentale e perentorio che ha la stessa forza incisiva di quei volti nei volti dove l’uso del collage, con l’immagine del volto dell’artista stessa, rappresenta un ulteriore tentativo di creare un legame di comprensione tra l’artista, l’opera e il pubblico.

Questi scorci d’interni, dove ci sono animali come uomini e uomini come umani sono il palcoscenico di un messaggio che vuole portare a una riflessione proprio sulla sostanza dell’umanità. È equa l’essenza della vita nei dipinti di Dalila Chessa, un mondo umano e animale sostanziale, come se non ci fosse un essere superiore a un altro o un genere migliore di un altro. Non ci sono paragoni ne giudizi, c’è un’unica intensa emotività.

Sara Filippi

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Dalila Chessa
Dalila Chessa nasce nella campagna della Maremma toscana, dove vive fino all’età di 18 anni. Figlia d’arte, cresce con gli occhi spalancati su un mondo altro dove la creatività è una condizione dell’essere, un istinto naturale, genetico. Si diploma al Liceo Artistico di Grosseto e si trasferisce a Firenze, dove si laurea in Scenografia presso l'Accedemia di Belle Arti. Nel frattempo si avvicina ad un’altra forma d’arte, il canto. Dalila vi si confronta in maniera profonda e viscerale vivendone anche gli aspetti più severi con disciplina arrivando a diplomarsi in canto lirico al Conservatorio di Musica 'Rinaldo Franci' di Siena. Dopo alcune esperienze nel campo della scenografia, inizia a lavorare come decoratrice d’interni e pittrice. Da sempre curiosa e affascinata dal mondo del fare, della manualità artigiana, si è dedicata per molti anni alla ceramica nell’attività di famiglia e da quel retaggio, quelle suggestioni così profondamente incise nel suo essere nasce l’esigenza di dare vita a un laboratorio, un luogo dove esprimere l’essere, dove riuscire a raccontare una storia, la propria. Arts and Craft diventa così un microcosmo quasi fiabesco all’interno del suo appartamento nel centro storico di Firenze.
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